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Monte Zaccon


INTERROGAZIONE

 

On. Stefania Prestigiacomo

Ministro per l’ambiente

 

Sen. Maurizio Sacconi

Ministro Lavoro e Sanità

 

Dott. Luca Zaia

Ministro Agricoltura e produzioni agroalimentari

 

Prof. Ferruccio Fazio

Ministro per la Sanità

 

Roma, 30 settembre 2009

 

CONSIDERATO CHE:

 

Un grave caso di inquinamento ambientale è venuto alla luce in Valsugana  (Trentino), esattamente nella zona di Monte Zaccon, comune di Roncegno Terme, dove è stata  scoperta una discarica a cielo aperto di scorie industriali pericolose e dove si è accertato un forte inquinamento atmosferico che durava da anni.

 

Le informazioni emerse dalle indagini hanno documentato molti anni di attività criminosa da parte di chi inviava le scorie e di chi le stoccava, di tolleranza colpevole da parte degli amministratori locali e di gravi omissioni di controlli da parte degli ispettori dell’APPA (Agenzia provinciale per l’ambiente) e delle guardie forestali dipendenti dalla Provincia Autonoma di Trento.

 

Nella discarica di Monte Zaccon, negli ultimi anni sono stati scaricati materiali di scarto provenienti da tutta Italia e forse anche dall’estero ma in particolare dall’acciaieria Valsugana, le cui scorie sono state sparse su tutta la valle e che solo ora si è scoperto non trattarsi di materiale parificato agli inerti, come era stato definito, ma di una bomba ecologica ad alto inquinamento.

 

La stessa acciaieria, in trent’anni di attività, ha emesso fumi inquinanti su tutto il nord-est del Trentino e solo ora la popolazione è venuta conoscenza che quei fumi contenevano sostanze altamente tossiche, come la diossina, con  probabili elementi radioattivi. Parte delle scorie sono state scaricate anche in bonifiche che venivano trasformate in discariche con operazioni mascherate, anch’esse più o meno collegate allo stoccaggio delle scorie dell’acciaieria.

 

L’acciaieria della Valsugana  e la discarica di Monte Zaccon sono solamente i due episodi più gravi, ma vi sono stati altri casi si inquinamento nella stessa zona della Valsugana. Sembra andare verso una soluzione solo in questi giorni la lunghissima vertenza dell’impianto di biocompostaggio di Campiello di Levico, che con la sua puzza per anni ha ammorbato la qualità della vita di migliaia di cittadini. In seguito a proteste vibranti dei cittadini e ad interventi sanitari, è stato ora acquistato dalla Provincia Autonoma  di Trento

(dopo che la stessa ne aveva autorizzata l’attività per altri 15 anni ) per un valore sproporzionato ed abnorme (oltre 10 milioni di euro) , visto che si trattava di una semplice struttura maleodorante nata come

“lombricoltura “.

 

C’è voluto l’intervento della magistratura per accertare i fatti e le responsabilità, grazie al lavoro degli uomini del Corpo Forestale dello Stato che hanno lavorato autonomamente rispetto a quelli provinciali.

Nel dicembre 2008 la magistratura ha messo i sigilli alla discarica di Monte Zaccon.

 

Lo stesso giorno il responsabile della discarica ed alcuni suoi collaboratori sono stati tratti in arresto e sono rimasti a lungo in carcere o agli arresti domiciliari. Qualche tempo dopo la magistratura ha arrestato anche l’imprenditore Franco Boccher e ha messo agli arresti domiciliari il Direttore dell’Acciaieria Valsugana, con l’accusa di inquinamento ambientale .

 

 La grande eco avuta dalla vicenda sulla stampa locale ha contribuito a fare prendere coscienza alla gente della valle della gravità della situazione. Solo la Provincia Autonoma di Trento con il suo Presidente,  gli altri membri della Giunta Provinciale e l’Amministrazione Comunale di Roncegno hanno continuato a minimizzare l’accaduto affermando che il clamore sul gravissimo episodio era solo un tentativo per delegittimare la politica della Giunta e l’Autonomia provinciale.

 

Intanto indagini mediche hanno accertato che  la Valsugana è il territorio d’Italia in cui si è concentrata la maggior percentuale di decessi per malattie cancerogene dovute all’inquinamento dell’aria e del suolo, la causa è da ricercare sul posto e nella mancanza di una seria politica ambientale locale.

 

Numerosi sono i comitati di cittadini sorti per fermare l’inquinamento e chiedere giustizia nei confronti dei responsabili. La nuova Amministrazione Comunale di Borgo Valsugana, succeduta a quella di centro sinistra, si è costituita parte civile per la difesa dei suoi cittadini contro l’inquinamento ambientale dell’Acciaieria che sorge alle porte del paese.

             

TUTTO CIO’ CONSIDERATO, SI CHIEDE AL GOVERNO:

 Di promuovere un’inchiesta giudiziaria in appoggio a quella del Corpo Forestale dello Stato e della magistratura per accertare le responsabilità civili e penali di tutti i protagonisti della vicenda inquinatori e mancati controllori.


Di promuovere un’indagine sanitaria per verificare la gravità dell’inquinamento e le conseguenze che esso ha avuto e avrà sulla salute dei cittadini, alla luce delle indagini avviate da un gruppo di medici della zona che hanno accertato inquinamento atmosferico e del terreno, rilevando sostanze come diossina, cadmio, mercurio, cromo, piombo, nichel, connesse con malattie oncologiche e degenerative.

 
Di promuovere accertamenti sulle produzioni agricole della zona che hanno subito inevitabili contaminazioni sia per quanto concerne l’atmosfera in quanto le emissioni gassose dell’acciaieria contengono Tetraclorodibenzo-p-diossina,  uno dei composti della diossina altamente cancerogeno che si deposita in superficie e contamina uova, carne, verdure e latte materno; sia per le infiltrazioni nelle falde idriche (metalli pesanti).