Monte Zaccon in aula
Intervento in aula del 10 dicembre 2009:
“Signor Presidente, rappresentanti del Governo, senatrici, senatori,
desidero denunciare in quest’aula un grave caso di inquinamento ambientale che sta colpendo la Valsugana, in Trentino e rischia di provocare un disastro paragonabile a quello di Seveso.
Causa dell’inquinamento è l’acciaieria di Borgo Valsugana, uno stabilimento che da trent’anni è al centro di sospetti e polemiche ma che ha continuato nella sua produzione inquinante con la copertura complice della Provincia Autonoma di Trento.
Ieri sera si è svolta una movimentata assemblea popolare che ha detto basta e ha chiesto di fare luce piena sulla verità.
Un gruppo di medici coraggiosi ha portato a termine un’indagine che ha prodotto risultati sconvolgenti: la diossina depositata da questa fabbrica sulle case, sui terreni agricoli e nei polmoni dei cittadini è di 500 volte superiore al limite di legge. La quantità è parametrabile ad una popolazione di 100 milioni di persone, mentre in Valsugana ne vivono circa 50 mila.
Oltre a questa forma di inquinamento, si è scoperto che la stessa acciaieria da anni scaricava le proprie scorie ai piedi del monte Zaccon dove è venuta alla luce una discarica piena di metalli pesanti e materiale di scarto proveniente anche da fuori Trentino e forse anche da oltre Brennero.
Il caso è stato denunciato dal corpo forestale dello Stato che si è sostituito in forma mascherata a quella del Trentino, dipendente dalla Provincia, per la quale tutto andava bene.
Non solo ma è emerso che alcuni ispettori dell’agenzia provinciale che avrebbe dovuto controllare quest’attività erano collusi con gli inquinatori ed hanno falsificato anche le analisi.
Questa verità è venuta alla luce dopo mesi di intercettazioni ambientali e telefoniche della Forestale dello Stato che ha consegnato alla magistratura un dossier completo.
La magistratura ha posto sotto sequestro lo stabilimento ed ha iscritto dodici persone nel registro degli indagati, compresi quattro ispettori della Provincia Autonoma.
Ieri sera la gente si è lamentata che, nonostante il sequestro, si continui a lavorare e ad inquinare anche se sotto controllo di un custode giudiziario ed ha chiesto la chiusura totale dello stabilimento.
La Provincia Autonoma si oppone per tutelare 117 posti di lavoro.
Ora io chiedo, con questo mio intervento:
1. All’Onorevole Pecorella, presidente della commissione speciale per gli illeciti nello smaltimento dei rifiuti, di accelerare l’inchiesta che gli ho sollecitato qualche settimana fa inviandogli tutto il materiale sull’acciaieria e di promuovere un’ispezione alla discarica di Monte Zaccon.
2. Chiedo al Governo di intervenire direttamente sulla Provincia Autonoma di Trento affinché ordini la chiusura immediata e totale dell’acciaieria di Borgo.
Non si possono barattare posti di lavoro con vite umane.”
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